Può essere considerato un esponente della Socialdemocrazia, il premier estone Kristen Michal (nella foto), che guida il Paese dal luglio 2024? Nel senso lato che abbiamo attribuito in questo Osservatorio, cercando di adeguare i valori storici ai tempi che viviamo, probabilmente sì. Perché Michal è esponente di punta del Partito Riformatore, di orientamento dichiaratamente liberale, impegnato nel mantenimento della stabilità politica e nella continuità delle politiche pro-europee e di difesa, specialmente in risposta alle sfide geopolitiche regionali. 

E oggi l’Estonia di Michal si sta facendo notare in Europa per la crescita esponenziale della sua produttività, tanto da essere stata definita “il paradiso delle imprese”. Il fatto è che a Tallinn avviare un’azienda può richiedere pochi minuti. Registrazione, fisco e contratti si gestiscono online, spesso senza il minimo contatto con un impiegato pubblico. «In Estonia – spiegano alcuni analisti – lo Stato è pensato per non intralciare gli imprenditori». Questa efficienza ha reso l’Estonia, 1,3 milioni di abitanti, uno dei Paesi più favorevoli alle imprese dell’Ue.

Ed ecco quindi che nel Paese retto da Michal il settore delle startup estoni vale molto più delle sue dimensioni. Nel Paese operano oltre 1.500 startup, con un enterprise value complessivo di circa 36,3 miliardi di euro nel 2023. È uno dei livelli più alti nell’Europa centrale e orientale.

Anche l’impatto economico del settore è in crescita. Nel primo trimestre del 2025 le startup hanno generato oltre 400 milioni di euro di fatturato e versato 63 milioni di euro di imposte sul lavoro. Danno lavoro a quasi 19.700 persone. L’Estonia figura regolarmente ai primi posti negli indici globali su startup e innovazione, nonostante la popolazione ridotta.

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