
Nell’area Ocse i redditi pro capite hanno registrato un aumento dello 0,3% nell’ultimo trimestre del 2025 rispetto a quello precedente, ma a tirare la volata è l’Italia. Lo dice l’ultimo rapporto dell’OCSE, secondo cui in Germania i redditi pro capite hanno segnato un più 0,5%, in Francia un calo dello 0,3%, in Gran Bretagna una contrazione dello 0,8% e negli Stati Uniti meno 0,1%. Molto meglio l’Italia che, sempre secondo quanto certifica l’ente parigino, nel terzo trimestre dello scorso anno fa registrare un aumento dei redditi pro capite dell’1,7%. Si tratta quindi del livello più elevato di crescita tra i paesi del G7.
Analoghe le performance del nostro Paese per quanto riguarda il Prodotto interno lordo. Il Pil pro capite, sempre nel terzo trimestre, è cresciuto dello 0,2%, a fronte di una media dell’area Ocse dello 0,5%. Per Gran Bretagna e Germania il Pil è rimasto invariato, mentre in Francia si è registrato un aumento dello 0,4% e negli Stati Uniti un più 0,9%.
Ma ci sono, nel rapporto Ocse, dati ancor più significativi. Dalla fine del 2022, quando l’inflazione era al top, fino al terzo trimestre del 2025, data dell’ultima rilevazione, l’Italia è il Paese del G7 che ha fatto registrare il più forte recupero del potere d’acquisto pro capite, un netto +7,5 per cento, superando perfino gli Stati Uniti, che segnano un +6,5 per cento. Dopo l’Italia compaiono, staccati, tutti gli altri Paesi del G7. Tra i fattori della crescita viene individuato in primo luogo il calo della disoccupazione, che a sua volta ha provocato l’aumento del potere d’acquisto. In Italia infatti la disoccupazione si è mantenuta al 5,6%, come a novembre. Stabili anche Germania (3,8%) e Francia (7,7%), mentre Spagna (10%) e Finlandia (10,3%) continuano a mostrare tassi a doppia cifra.





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