«Non vedo alcuna possibilità di rientrare in un governo guidato dal Reform Party e nulla potrebbe farmi cambiare idea». E’ quanto ha dichiarato poche ore fa il leader del Partito socialdemocratico estone, Lauri Läänemets.  

Lauri Läänemets

«Considerando quanto ha gestito male il Paese – ha aggiunto – non vedo alcuna possibilità che i socialdemocratici si uniscano a un governo guidato dal Reform Party prima delle elezioni di Riigikogu». E ancora: «Il primo ministro Kristen Michal e altri membri del Reform Party hanno trascorso molto tempo l’anno scorso e quest’anno spiegando all’opinione pubblica come, a loro avviso, la vita sia ora migliore senza i socialdemocratici al governo. Questo è stato un messaggio molto chiaro dal Reform Party ai socialdemocratici», ha spiegato.

«Dico ancora – va giù duro Läänemets – che se si presenta un’opportunità per sfiduciare Kristen Michal, lo faremo». Il leader socialdemocratico stoppa poi sul nascere qualsiasi tentativo di alleanze senza un programma chiaro. In vista delle elezioni – precisa – i socialdemocratici si basano sulla propria visione del mondo piuttosto che sulla cooperazione con l’opposizione o su accordi di coalizione. A volte, i concorrenti sia della coalizione che dell’opposizione cercano di raggrupparci con le azioni della coalizione. No, non è così. E di certo non pensiamo in questa logica».

Una secca smentita al presidente di Isamaa, Urmas Reinsalu, e al presidente di EKRE Martin Helme, i quali avevano dichiarato martedì che, per quanto a loro conoscenza, il Reform Party aveva invitato i socialdemocratici di nuovo al governo. «Il Reform Party non ha invitato i socialdemocratici al governo. La risposta è decisamente no», ha commentato Läänemets.

Renato d’Andria

I temi maggiormente divisivi non riguardano solo le politiche energetiche e gli affari esteri, ma i valori delle rispettive ispirazioni politiche, a cominciare da quelli liberali. «Kristen Michal – attacca ancora Läänemets – sta cercando di creare un’immagine del Reform Party come portavoce dei partiti liberali, per questo considera molto importante dimostrare che i socialdemocratici sono in qualche modo allineati con loro». «Ma noi – ha concluso Läänemets – non accetteremmo di aderire a un governo del Reform Party nemmeno se ci offrissero la posizione di speaker del Riigikogu».

«Quelle di Läänemets – commenta Renato d’Andria, per anni segretario del PSDI – sono posizioni sostanzialmente condivisibili, in linea con l’orgoglio della tradizione socialdemocratica, che non intende barattare i suoi valori fondanti, in primis i principi liberali, con posizioni di governo. Tuttavia mi auguro si possano creare le condizioni perché questa alleanza possa avere luogo, perché lavorando all’interno di un esecutivo è possibile operare per il bene del proprio Paese molto pi di quanto non si faccia dai banchi dell’opposizione».

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