
Severe critiche sono state rivolte da una parte dei socialdemocratici cileni al nuovo presidente del Cile Antonio Kast. Insediatosi ufficialmente lo scorso 12 marzo alla guida del Paese, Kast è considerato un leader incontrastato della destra conservatrice. Tre mesi prima aveva riportato una schiacciante vittoria elettorale, mandando a casa il governo progressista guidato da Gabriel Boric. Alla cerimonia d’insediamento hanno partecipato dodici capi di Stato, tra cui il presidente argentino Javier Milei, il re di Spagna e la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado. L’Italia è stata rappresentata dalla ministra Annamaria Bernini, che ha sottolineato le “radici antiche” del legame tra Giorgia Meloni e il nuovo leader cileno.
Profondamente cattolico, José Antonio Kast si è formato alla facoltà di giurisprudenza dell’Università Pontificia Cattolica del Cile. Ha vinto le elezioni facendo della lotta alla criminalità e all’immigrazione illegale due dei punti forti del suo programma. Si oppone inoltre all’aborto e al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Ha inoltre proposto di reintrodurre le lezioni di religione nelle scuole, sostenendo che i cileni hanno bisogno di Dio e lo stato dovrebbe promuovere la religione nelle scuole.
Quanto agli attacchi rivolti a Kast da certi socialdemocratici cileni, ecco cosa ha scritto recentemente su X l’opinionista cileno che si firma sui social come Barto el Facho. « Non so voi, ma a volte trovo l’atteggiamento di una certa “destra codarda” che attacca Kast più ripugnante della sinistra, che è sempre stata costante nel lanciare fango. Questa “destra socialdemocratica” è esasperante; finisce per essere più utile alla sinistra della sinistra stessa. Un branco di idioti!». «Stavo per chiudere il mio account – ha aggiunto – ma resterò e difenderò il governo appena eletto che vogliono rovesciare. Kast è il mio presidente».





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