Il. nostro giornale aderisce alla Colletta per aiutare i cristiani in Terra Santa, colpiti da guerra, fame, infermità. Quest’anno cade infatti oggi, 3 aprile, la Colletta del Venerdì Santo, che punta a sostenere i i frati minori della Custodia di Terra Santa nel difficile compito di prendersi cura delle basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme, dell’Annunciazione a Nazareth, della Natività a Betlemme e di tutti i 55 santuari loro affidati. Tutte le Chiese del mondo sono invitate a sostenere le opere della Custodia, aiutando così le comunità cristiane duramente colpite da guerre, povertà e intolleranza.

«Oggi più che mai – scrive fra Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, nella lettera per la Colletta 2026 – è urgente ricostruire, non solo edifici e infrastrutture, ma anche relazioni, fiducia e speranza. Questo cammino passa necessariamente dall’educazione: dalle scuole, dai giovani, dalle famiglie, dai luoghi in cui può germogliare una cultura dell’incontro, del dialogo e della pace. Sostenere l’educazione significa investire nel futuro della Terra Santa e nel ruolo delle comunità cristiane come fermento di riconciliazione in una società segnata da divisioni e ferite profonde».

Gli ultimi anni sono stati particolarmente gravosi per le comunità cristiane del Medio Oriente. Il conflitto ha azzerato i pellegrinaggi, togliendo lavoro e reddito a molte famiglie, mentre crescono le manifestazioni di intolleranza e di violenza a danno dei cristiani. Viene messa in discussione perfino la libertà di culto, basti pensare alla Domenica delle Palme, quando è stato impedito al patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e al custode fra Ielpo di entrare al Santo Sepolcro.

«Una Terra Santa senza credenti – scrive l cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali – è una terra perduta, perché si smarrisce la memoria viva, che è la continuità con la fonte della salvezza che ci ha rigenerati in Cristo».

La Colletta pro Terra Sancta fu istituita da san Paolo VI con l’esortazione apostolica Nobis in animo del 25 marzo 1974. «Aiutaci a donare speranza e seminare la pace!», è l’appello lanciato quest’anno da fra Ielpo che, riprendendo le parole di Leone XIV, invita a vivere questo «gesto concreto di comunione ecclesiale e di solidarietà con la Chiesa Madre di Gerusalemme» che intreccia carità, preghiera e digiuno per la pace, e che aiuta i frati minori, da oltre otto secoli presenti in Terra Santa, a sostenere la vita della comunità cristiana e delle persone fragili a Gerusalemme e in Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

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