Non solo Emirati Arabi e Qatar. Nei prossimi giorni il primo ministro italiano Giorgia Meloni è attesa anche in Azerbaigian. Lo rivelano fonti di Palazzo Chigi a margine della missione nel Golfo Persico di cui si è avuta notizia solo ieri sera.

Ieri sera la premier è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Nel corso del colloquio «i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia – viene dettagliato in una nota di Palazzo Chigi – confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità». Inoltre «l’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

«Noi, già come gli altri Paesi europei – aveva spiegato la premier al Tg1 delle 20 -aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi i iraniani. Lo facciamo chiaramente perché sono Paesi strategici per i nostri interessi, sono Paesi amici, ma soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani che sono presenti nella regione». «La missione – ha aggiunto – è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche ma, chiaramente, come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari, io ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio, da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia».

Già a fine marzo, infatti, Giorgia Meloni era volata in Algeria con l’obiettivo di aumentare se possibile le forniture a disposizione, dialogando anche con i Paesi della regione che assicurano il 15% del petrolio e il 10% del gas in arrivo in Italia. L’attuale missione punta a garantire continuità degli investimenti italiani e delle sue aziende come Eni, in vista della ripartenza di produzione e export, al più presto possibile. In particolare, con l’Arabia il focus sarà sul petrolio, mentre con il Qatar si parlerà più di gas.

Il viaggio era rimasto segreto fino all’ultimo. Una decisione legata alle necessità di sicurezza dei voli nei cieli del Golfo, dove solo nella giornata di ieri, venerdì 3 aprile, 47 droni e 18 missili balistici hanno colpito gli Emirati. Da qui la scelta di non fare anche la prevista tappa in Kuwait.  Quanto all’imminente missione in Azerbaigian, fonti di Palazzo Chigi confermano che in realtà la tappa era prevista da mesi, ma è stata resa nota solo ora.

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