
E’ forse il dato più rilevante degli ultimi giorni. A fronte di un’opposizione che ripropone la quotidiana litania contro il governo per la presunta, mancata applicazione di una tassa sugli extra profitti dei colossi energetici, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rilancia. E, con una proposta shock, spariglia le carte in Europa.
Nel suo intervento all’Eurogruppo, il titolare di Via XX Settembre ha infatti segnalato l’opzione di estendere, lasciando invariato il tetto già previsto, l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale per la deroga al Patto di stabilità a fini di difesa alla crisi iraniana, per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Quadro Temporaneo approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue. Ma non è tutto.
Giorgetti si è dichiarato anche interessato «a discutere misure selettive per l’incremento delle entrate». In particolare, ha spiegato, «sosterrei l’introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall’Italia e da altri quattro Stati membri, fra cui Germania, Portogallo, Austria e Spagna, in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile».
A fine aprile la Commissione Europea aveva varato un nuovo schema denominato Middle East crisis temporary state aid framework (Metsaf), adottato alla luce dell’escalation geopolitica nella regione, che ha provocato un forte aumento dei prezzi energetici e rischi per crescita e inflazione nell’Ue. Gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle imprese per carburanti e fertilizzanti, calcolati rispetto a un benchmark storico. Prevista inoltre una modalità semplificata di aiuto fino a 50.000 euro per impresa, basata su stime e parametri settoriali, senza necessità di dimostrare i consumi effettivi. Per le industrie ad alta intensità energetica, gli aiuti pubblici potranno essere rafforzati: gli Stati avranno la possibilità di coprire fino al 70% del costo dell’elettricità sostenuto dalle imprese, rispetto al limite precedente del 50%. Il sostegno, tuttavia, non si applica all’intero consumo energetico, ma solo a una quota pari al 50% dell’elettricità utilizzata dall’azienda, per contenere le distorsioni del mercato e mantenere incentivi al risparmio energetico.
Ma la misura, come detto, è stata giudicata insufficiente rispetto al galoppante incremento dei prezzi e alla conseguente speculazione.
«Credo – ha incalzato Giorgetti – che la politica ‘attendere e vedere’ sia finita. Ora è tempo di agire». Un’apertura non da poco è quella arrivata dal commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. «La tassazione degli extraprofitti – ha detto in conferenza stampa a conclusione dell’Eurogruppo – è una possibilità: gli Stati membri possono utilizzarla. Al momento, però, non stiamo prevedendo né raccomandando alcuna iniziativa a livello europeo. La nostra valutazione è che l’applicazione passata di questa misura durante la precedente crisi energetica abbia prodotto risultati contrastanti. Tuttavia, se gli Stati membri sono interessati a introdurla a livello nazionale, la possibilità esiste certamente».





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