Come era già accaduto circa un mese fa, il governo italiano ha messo in moto tutto l’apparato diplomatico per ottenere l’immediata liberazione degli attivisti italiani di Flotilla, arrestati dalla marina israeliana in acque internazionali. Anche stavolta, nessun ideale politico accomuna l’esecutivo alle intenzioni dei giovani imbarcatisi per l’ennesima volta verso Gaza. Ma di mezzo c’è la vita, la dignità e l’onore di nostri concittadini all’estero. Tanto più dopo le immagini delle torture cui sono stati sottoposti i prigionieri. In un video, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir dice: «Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare»: poi sventola la bandiera israeliana.

Il primo a far sentire alta la sua voce è stato Sergio Mattarella: «Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele».

Non meno ferma la posizione espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che hanno definito «inaccettabili» le immagini pubblicate dal , in cui si assiste al trattamento brutale riservato dalle autorità israeliane agli attivisti della Global Sumud Flotilla trattenuti in Israele.

«Le immagini del Ministro israeliano Ben Gvir – ha tuonato Giorgia Meloni -sono inaccettabili.
È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona». «Il Governo italiano – ha annunciato ieri sera – sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti». E non basta: «L’Italia – ha concluso Meloni – pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano». Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto.

In prima fila anche le principali organizzazioni cattoliche. «Chiediamo al nostro governo e al Consiglio europeo – si legge in una nota delle ACLI – una chiara ed inequivocabile condanna dell’atto di pirateria ai danni dei cittadini imbarcati sulla Flotilla e l’applicazione di sanzioni serie e sistematiche nei confronti di Israele a partire dal blocco completo del commercio di armi e, senza esitazione, dei rapporti in campo militare. Lo richiede un minimo senso di giustizia, lo richiede la dignità delle persone, lo richiede il bisogno di pace che accomuna tutte le persone di buona volontà».

«Le immagini vergognose arrivate da Israele che mostrano il ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir mentre insulta e deride i partecipanti della Flotilla illegittimamente arrestati in acque internazionali – sottolineano le ACLI – sono un’offesa alla dignità umana, definiscono un atteggiamento di disprezzo verso ogni forma di dissidenza esterna ed interna». «Questa compiaciuta esibizione di violenza e disprezzo da parte di un Ministro passa ogni limite e non può essere tollerata, anche perché illustra chiaramente che in questo momento, in Israele, lo Stato di diritto di fatto è sospeso», concludono.

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere