Per noi che con la Fondazione Salvemini, quando alla guida del PSDI era Renato d’Andria, abbiamo più volte proposto attraverso convegni e perfino pubblicazioni multilingue (come Genesi Journal) la prosxpedttiva di unire le due sponde del Mediterraneo con progetti di pace e lavoro, l’iniziativa annunciata in Libia dal ministro Antonio Tajani appare come l’inizio di un sogno che potrebbe avverarsi.

La visita del nostro ministro degli Esteri a Misurata ha avuto infatti un grosso significato politico, specie per gli incontri bilaterali con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e con il primo ministro del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah

Sopra ogni cosa, però, spicca il progetto della “Zona Franca di Misurata”, originariamente pensato nel 2000 dall’ex dittatore Muammar Gheddafi e che oggi sta ricevendo nuovo sviluppo. L’area, estesa su circa 2.800 ettari intorno al porto, ha una capacità di espansione ulteriore fino a 20mila ettari.

Il motivo principale della visita istituzionale è stato infatti la posa della prima pietra del terminal container della Zona Franca. Nel progetto, considerato uno dei più rilevanti per l’espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa, sono coinvolte la compagnia italiana Msc e la Al Maha Qatari Company. Secondo alcune stime, in tre anni gli investimenti complessivi potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari rendendo.

«La presenza di Msc, che è la più grande impresa di trasporto marittimo al mondo, è fondamentale” per l’Italia – ha affermato Tajani – ed è importante per rinforzare la presenza italiana in questo Paese con il quale abbiamo delle relazioni storicamente di altissimo profilo». «Il porto di Misurata- ha poi tenuto a precisare il titolare della Farnesina – non sarà assolutamente alternativo a Gioia Tauro, ma contribuirà a rafforzare la presenza italiana nel Mediterraneo».

Nella foto, il Porto di Misurata

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere